Come Ritrovare la Libertà di Movimento

Il corpo si adatta, è una delle sue qualità più straordinarie e, a volte, una delle più insidiose.

Si adatta alla sedia in cui passiamo otto ore al giorno, si adatta alla tensione che portiamo nelle spalle quando siamo sotto pressione, si adatta al modo in cui tratteniamo il respiro quando siamo concentrati, preoccupati, o semplicemente di fretta; lo fa silenziosamente, senza chiedere permesso, finché quella che era una risposta temporanea diventa una struttura permanente.

A quel punto il movimento cambia, non in modo drammatico, non ci svegliamo un giorno incapaci di muoverci, è più sottile: certe direzioni diventano scomode, certe posture impossibili da mantenere, certi gesti che una volta erano naturali richiedono ora uno sforzo, il range si restringe, e poiché si restringe lentamente, spesso non lo notiamo fino a quando qualcuno, un medico, un terapista, o semplicemente uno specchio, non ce lo mostra.

La libertà di movimento non è solo una questione fisica, è anche una questione di familiarità con il proprio corpo, di saper abitare lo spazio interno, non solo muoversi attraverso quello esterno; quando il corpo è pieno di tensione non elaborata, il movimento diventa meccanico: andiamo da A a B, solleviamo quello che dobbiamo sollevare, facciamo quello che dobbiamo fare, ma il piacere del movimento, quella qualità di fluidità, di essere a proprio agio nella propria pelle, tende a scomparire.

Ritrovare quella libertà non richiede necessariamente un programma di allenamento o una serie di esercizi, richiede attenzione, la capacità di fermarsi abbastanza a lungo da sentire dove il corpo è teso, dove il respiro non arriva, dove c'è resistenza, e poi lavorare con quella resistenza, non forzarla, non ignorarla, ma incontrarla direttamente.

È un lavoro che richiede tempo, ma il corpo risponde, quasi sempre più in fretta di quanto ci aspettiamo.

Previous
Previous

Come la Mente Crea la Sofferenza

Next
Next

Elementi di Pratica